lug 18
Truffa-ricambi-auto-ebay

Truffa ricambi auto ebay

Fonte >>> ilrestodelcarlino.it.

Vendevano su E-Bay non solo ricambi auto ma anche elettrodomestici Bimbi e apparecchi elettronici di vario tipo a prezzi stracciati. Ma quando avveniva la transizione di denaro scomparivano senza consegnare effettivamente la merce. Per questo sono scattate cinque denunce per truffa. Continue reading »

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giu 28
Ecocontributo-pneumatici-usati

Ecocontributo-pneumatici-usati

Fonte >>> sicurauto.it

Sta per arrivare l’ennesimo prelievo in denaro, travestito da “ecocontributo”, che servirà per lo smaltimento degli pneumatici consumati. Certamente l’intento è lodevole, poiché metterebbe finalmente ordine nella faccenda delle gomme a fine vita che oggi, in buona parte, finiscono nei trituratori degli sfasciacarrozze diventando così un rifiuto indistinto, oppure vengono smaltite illegalmente dalle ecomafie con metodi non certo rispettosi dell’ambiente o, ancora, alimentano un vasto mercato d’esportazione (sul quale le autorità fiscali e del lavoro farebbero meglio a indagare) verso i Paesi del terzo o quarto mondo, dove le gomme che da noi nessuno si sognerebbe più di utilizzare ancora perché insicure vengono invece acquistate da automobilisti dalla “bocca buona”.

PROPRIO ADESSO, NON CI VOLEVA – Razionalizzare questo aspetto era certamente un dovere improcrastinabile, poiché la UE ha già posto sotto osservazione l’Italia come Paese dove le regole comunitarie sullo smaltimento delle auto a fine vita e sull’eventuale riutilizzo dei loro componenti non vengono applicate integralmente, il che potrebbe presto costarci una multa salata. Tuttavia, non si può non sottolineare che il nuovo “ecocontributo” viene a cadere proprio in un momento che vede già i prezzi degli pneumatici aumentare continuamente per colpa dei rincari del caucciù, a loro volta generati dall’incessante domanda di gomme da parte del mercato cinese e dalle inondazioni che hanno messo a soqquadro le piantagioni asiatiche assottigliandone la produzione. Insomma, il contributo è sacrosanto, se servirà a razionalizzare lo smaltimento delle gomme, ma arriva nel momento sbagliato.

GLI ESATTORI – Quanto si pagherà per riciclare le gomme usate ancora non è dato saperlo con precisione, ma è noto che il contributo verrà raccolto e gestito secondo due modalità: la prima riguarda la fornitura delle gomme di primo equipaggiamento montate sulle auto nuove, la seconda l’acquisto di quelle acquistate in aftermarket rivolgendosi al proprio gommista. …continua a leggere >>> sicurauto.it

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giu 28
Smaltimento-ricambi

Smaltimento-ricambi

Fonte >>> omniauto.it

Proprio in questi giorni in cui si parla di “ecocontributo” per lo smaltimento degli pneumatici, la Commissione Europea ha messo in mora l’Italia perché dopo tre anni non si è ancora uniformata alla sentenza della Corte Europea di Giustizia, che nel 2007 aveva imposto al nostro paese di conformarsi alla diretttiva 2000/53 che disciplina il corretto smaltimento dei veicoli fuori uso, una mole di rifiuti che ogni anno raggiunge i 9 milioni di tonnellate. Le autorità italiane hanno due mesi di tempo per provvedere, altrimenti, se l’Italia non recepirà in toto la direttiva nella legge italiana, la Commissione potrebbe deferirla alla Corte e chiedere che le vengano comminate sanzioni pecuniarie per ogni giorno che passerà senza che la normativa sia applicata. Inutile dire che a pagare le sanzioni saranno i contribuenti.

IL NODO: I PEZZI DI RICAMBIO
Spiega una nota della Commissione che “Malgrado l’adozione di vari atti legislativi nuovi, successivamente a tale sentenza, la Commissione ritiene che numerosi siano ancora gli elementi di non conformità. In particolare, l’obbligo di assicurare che gli Stati membri istituiscano sistemi di raccolta dei pezzi usati asportati al momento della riparazione delle autovetture — per quanto tecnicamente possibile — non è abbastanza rigoroso in quanto la legge italiana prevede unicamente che le officine di riparazione possono consegnare pezzi usati, e non che lo devono fare. In base alla legge italiana, inoltre, le informazioni relative alla demolizione, allo stoccaggio e alla verifica dei componenti che possono essere riutilizzati devono essere trasmesse dai produttori di componenti soltanto ai centri di raccolta e non a tutti gli ‘impianti di trattamento autorizzati’”. Mancano dunque i centri di raccolta obbligatori specializzati nel trattamento e recupero dei componenti di ricambio e l’obbligo per le officine di conferirvi i materiali di scarto delle riparazioni. ….Continua a leggere >>> omniauto.it

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giu 23
Rottamazione auto Italia rischia multa

Rottamazione auto Italia rischia multa

Fonte >>> sicurauto.it

La commissione europea ha richiamato l’italia per la mancata applicazione delle norme europee in materia di rottamazione dei veicoli a fine vita. Il pericolo è quello di ricevere multe salate in caso di mancato adeguamento.

INDIETRO TUTTA – Secondo una nota ottenuta da AE/AGI, Il commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, ha inviato una lettera di avviso motivato alla capitale Italiana. “L’italia ha due mesi per rispondere”. In caso di inadempienza si creerebbero situazioni difficili: “la commissione potrebbe decidere di deferire l’italia alla corte di giustizia europea e chiedere sanzioni finanziarie”. La direttiva non seguita dall’Italia è nata nel 2000 e stabilisce le procedure per la raccolta, il trattamento e l’eventuale riciclaggio degli autoveicoli e delle loro parti al termine del loro ciclo di vita. L’italia non si è mai adeguatamente preoccupata di applicare rigorosamente tali normative, sostiene la commissione europea. Il nostro Paese non è nemmeno nuovo a sanzioni in questo ambito, dato che una prima procedura di infrazione al riguardo venne lanciata dalla commissione europea negli anni passati e portò ad una sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea nel 2007.

LAMA DI RASOIO – Da quel momento l’italia ha apportato diverse modifiche alle normative in materia di rottamazione, ma a Bruxelles si ritiene che “alcune incoerenze rimangono”. La legislazione italiana ha detta della commissione, non prevede un obbligo chiaro per le officine. Non sono vincolate a riciclare la parti dei veicoli sostituite durante le riparazioni. Per spronare il belpaese ad applicare correttamente la normativa europea, la commissione aveva inviato a suo tempo una lettera di avviso motivato nel marzo del 2009, aprendo ufficialmente la seconda fase della procedura di infrazione, quella che può portare all’imposizione di sanzioni finanziarie per i paesi inadempienti. …..Continua a leggere >>> sicurauto.it

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giu 21
ABS difettoso Chevrolet Matiz

ABS difettoso Chevrolet Matiz

Fonte >>> sicurauto.it

Mi spiace infierire sulla Chevrolet e sul caso dei freni della piccola Matiz, ma nella comunicazione della Casa inviata a RaiTre c’è qualcosa che a mio avviso non quadra. Avendo registrato il programma, ho avuto la possibilità di ascoltare più volte il punto in cui si sostiene che, al periodo di garanzia legale di 3 anni, Chevrolet ha aggiunto “per questo tipo di reclamo” un ulteriore anno di compiacenza commerciale.

CONTRIBUTO MINIMO? – In questi casi, continua il testo, è previsto un contributo minimo del cliente con assorbimento, da parte della casa, di una parte significativa del costo di riparazione fuori garanzia. La frase però che in particolare ha attirato la mia attenzione è la successiva, in cui si dice che la concessione è però circoscritta alle vetture che hanno effettuato regolare manutenzione, con la sostituzione periodica del liquido freni. L’esperienza in materia di normative comunitarie sulla liberazione della manutenzione ordinaria delle auto in garanzia, mi ha portato a sospettare qualcosa di poco chiaro e ad approfondire, indagando in merito.

NOVITA’ IMPORTANTI – Per chi sa muoversi nel complesso mondo del post-vendita non è facile, ma mai impossibile, trovare gole profonde disposte a collaborare. Pertanto dalle indagini è emerso che:

Nel dicembre 2008 la sulle nuove Matiz è stato cambiato il liquido freni passando dal DOT3 al DOT4 e oggi le officine usano solo il DOT4 nel caso di sostituzione del liquido sui modelli più vecchi;
la procedura di compiacenza commerciale menzionata nella comunicazione alla Rai è estesa a tutta la gamma Chevrolet a condizione che vengano osservate alcune condizioni. Fra queste una a mio parere è illegale perché l’estensione di garanzia è limitata solo alle auto che hanno effettuato la manutenzione ordinaria solo ed esclusivamente presso la rete di officine autorizzate Chevrolet. In barba al Regolamento Monti e successive modifiche;
l’intervento di cortesia non prevede solo un “contributo minimo” del cliente e il resto del costo a carico della Casa, come il testo della lettera a Rai Tre farebbe pensare, ma anche un contributo a carico dell’officina che a, seconda dei casi, varia da un minimo del 15 a un massimo del 33% dell’intero costo. E questo forse spiega le dimensioni che ha assunto il problema freni sulla Matiz. Se l’officina deve accollarsi fino a qualcosa come un terzo dei costi dell’aggiornamento del modulo ABS, è chiaro che è portata a negare il problema e lascia circolare un veicolo che forse sicuro non è;

A questo punto la Chevrolet farebbe bene a cambiare atteggiamento perché se le cose stanno come SicurAUTO.it ha dimostrato sulla pista di Anagni, prima o poi rischia che una o anche più delle non poche Matiz in circolazione potrebbe trovarsi coinvolta in un incidente serio, compromettendo l’incolumità di passeggeri o di terzi. ….Continua a leggere >>> sicurauto.it

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