mar 16
Pinze Freno

Perché cambiare le pinze freno

Le pinze dei freni sono un elemento essenziale della frenata. Di solito ce n’è una per ruota. In caso di malfunzionamento, le staffe non esercitano una pressione sufficiente sulle pastiglie, creando uno squilibrio e una mancanza di potenza frenante. Di conseguenza, il veicolo può diventare incontrollabile in frenata.

Si raccomanda di cambiare i dischi e le pastiglie dei freni quando si cambia pinza freno.

Infatti una staffa difettosa provoca il surriscaldamento dei dischi e pastiglie dei freni, che spesso li danneggia in maniera irreversibile.

Quando cambiare le pinze freno

Il cambiamento delle pinze viene effettuato quando la staffa è bloccata o in presenza di…

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apr 26
Servofreno

Servofreno

Il servofreno è un dispositivo che agisce sulla pompa del sistema frenante. Quando si preme sul pedale del freno, questo sistema amplifica la forza esercitata dal conducente.

Nella vetture moderne si utilizzano servofreni a depressione, che sono composti da una valvola che mette in comunicazione la camera stagna del servofreno con il collettore d’aspirazione in modo da poter sfruttare la depressione dell’aspirazione per azionare il freno.
Il sistema è formato da un cilindro stagno, in cui scorre un pistone azionato dal conducente tramite un perno, il quale aziona la pompa freno tramite un’asta. Tale azione viene facilitata con lo sfruttamento della differenza di pressione che si va a esercitare sulla superficie di tale pistone.
Il sistema di depressione viene governato da una valvola a funzionamento retroattivo la quale a seconda della pressione esercitata sul pedale, regola la differenza di pressione ai due lati del pistone.

Funzionamento

Quando il pedale è rilasciato, la valvola che permette di generare la depressione è chiusa, e ai due lati del pistone si ha la stessa pressione. Questo perché, con il pedale rilasciato, il perno governato dal pedale e che agisce sul pistone ritorna in posizione di riposo tramite una molla, aprendo un foro sul pistone e permettendo il reflusso dell’aria dalla camera in comunicazione con l’esterno alla camera stagna, quindi il pistone viene tenuto o riportato in posizione di riposo tramite una molla.
Quando si preme il pedale, la valvola si apre e genera una depressione nella camera stagna del cilindro, mentre un’altra camera, sul lato opposto, è perennemente in comunicazione con l’esterno. La pressione atmosferica agisce sul pistone, e la forza che viene effettivamente applicata alla pompa freno viene quindi amplificata del rapporto fra la pressione atmosferica e la minore pressione che è ora presente nella camera stagna.
Quando il pedale viene rilasciato, i due lati del disco tornano in comunicazione, perché il perno che spinge sul pistone ritorna in posizione di riposo e apre un foro che mette in comunicazione le due stanze, annullando la differenza di pressioni, in modo che il pistone possa ritornare in posizione di riposo tramite la molla.

Caratteristiche

I freni con servofreno pneumatico a azionamento idraulico consentono di ridurre drasticamente lo spazio di frenata grazie alla maggiore forza che si riesce a trasmettere alla pompa freno.

Un sistema complementare al servofreno è l’ABS, che evita il blocco delle ruote durante un arresto improvviso, l’ABS è più rilevante nei sistemi moderni di frenata che consentono una frenata più energica, e che diminuiscono d’altra parte la probabilità delle complicazioni legate al bloccaggio delle ruote.

In caso d’avaria

Il pedale resta sempre direttamente collegato ai freni, in modo da poter azionare sempre i freni anche con il quadro comandi e motore spenti o con un’avaria del sistema di servizio, seppur richiedendo un maggiore sforzo, dato che la valvola della camera stagna rimane chiusa e invece di creare una depressione per facilitare il suo azionamento si forma una pressione sempre maggiore, che limita l’azionamento del freno.

Questo difetto non è presente con i freni a tamburo o a dischi senza servofreno, per i quali la forza da esercitare sul pedale resta la medesima a motore spento o acceso.

Attenzione

Con i freni pneumatici o ad azionamento idraulico è sconsigliabile la guida a motore spento, per evitare queste pericolose difficoltà di frenata.

In ogni caso di avaria del servofreno, può essere utilizzato il freno a mano, che ha un funzionamento indipendente e di tipo meccanico, quindi efficace sia a motore acceso che spento e a prescindere da problemi alle centraline elettroniche.

Inoltre se il cambio non è in folle, quando il quadro motore viene spento, il veicolo rallenta fino ad arrestarsi, qualunque sia la marcia inserita, per effetto del freno motore, ciò non toglie che in caso d’avaria è pericoloso spegnere il motore mentre si muove ad alte velocità, è consigliabile invece rallentare rilasciando l’acceleratore e aiutandosi con marce basse e il freno a mano e a velocità più moderate spegnere il motore per arrestare il veicolo.

Fonte: >>>> Wikipedia

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Pastiglie

Pastiglie freno

L’impianto frenante è senz’altro uno dei punti fondamentali per la sicurezza del guidatore e dell’auto: pertanto, è fondamentale l’efficienza di tale apparato per viaggiare sempre in tutta sicurezza. In questa guida vi scrivo come procedere per sostituire le pastiglie sulla vostra auto.

Puoi vedere in questo filmato come sostituire le pastiglie freni anteriori di una Fiat 500:

Per prima cosa, devi ruotare lo sterzo dal tuo lato, in modo che la pinza del disco sia rivolta verso di te. Solleva l’auto con il cric e rimuovi il cerchione dopo aver svitato i bulloni ruota. Con una chiave esagonale da 9 svita i bulloni che sul lato posteriore tengono fissata la pinza al telaio: se oppongono molta resistenza, significa che sono stati bloccati nella loro sede con dei frenafiletti: in ogni caso devi insistere di più per riuscire a svitarli.

Rimossi i bulloni, sfila la pinza dal disco senza staccarla dalle tubazioni dell’impianto frenante. Per sostituire le pastiglie usura dalle pinze fisse, premi su di esse facendo leva dall’esterno in modo che si portino verso il centro della pinza per poterle poi estrarre.
Nella versione a pinze flottanti, togli prima la pastiglia lato pistone, sposta successivamente la parte flottante della pinza fino a poter estrarre la pastiglia dal lato fisso della pinza.

Per inserire le pastiglie nuove, divarica il pistone (o sposta la parte flottante della pinza) quanto basta per poterle introdurre nelle loro sedi. Colloca ogni pastiglia nel suo alloggiamento seguendo il senso di marcia indicato su di essa, e nel fare questo incastra le tre alette nella loro sede, facendo attenzione a non piegarle o romperle. Assicurati che tra le pastiglie vi sia lo spazio necessario a calzare la pinza sul disco, altrimenti distanziale facendo leva su di esse, evitando in tal caso di scalfirne le superfici di attrito.

Inserisci la pinza sul disco nella posizione originale e fissala dal retro con gli appositi bulloni dopo aver visionato lo stato del filetto di serraggio di ciascuno di essi: nel caso siano molto rovinati, sostituiscili entro breve termine con altri nuovi o in buone condizioni. Rimontate la ruota, serrate i bulloni e abbassate il veicolo.

Fonte: saperlo.it

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I pattini del freno sono costituite da una base (che viene spinta dai pistoncini) ed una strato d’attrito composto da materiali vari. Lo strato d’attrito genera una frizione sul disco freno quando viene premuto su di esso, in effetti la superficie a contatto subisce delle modificazioni generando una frizione di tipo semi-liquido. A seconda delle proprietà e della composizione del materiale d’attrito si può privilegiare l’efficienza (la forza frenante) o la durata dei pattini.

Fissaggio

Il fissaggio della pastiglia, serve per evitare che questa fuoriesca dalla pinza freno, ma senza comprometterne il movimento nella pinza:

  • Tramite vite la pastiglia viene avvitata sul pistoncino della pinza freno, questa soluzione datata, non viene quasi più utilizzata
  • Tramite perni la pinza viene fissata tramite dei perno che passano attraverso dei fori presenti sulla pastiglia, vengono poi bloccarti o con delle copiglie elastiche o con dei dadi autobloccanti
    • Monoperno si utilizza un solo perno che tiene la pinza nella sua parte superiore centrale e generalmente è presente anche una piccola molla a lamella che tiene le due pastiglie più salde, evitando che possano ruotare l’una rispetto l’altra, ma esistono anche altre soluzioni (miste) dove prevedono che il perno sia posto lateralmente, con il lato opposto sagomato in modo da scorrere su una guida
    • Multiperno caratterizzata da due perni (più raramente se ne hanno tre), in questo caso non si usa alcuna molla a lamella perché i due perni son posti ai estremi della parte superiore della pastiglia
  • Guida esterna per il vincolo della pastiglia si utilizza una particolare guida, che permette di mantenere la pastiglia perfettamente ferma, questi sistema vengono generalmente utilizzati su alcune pinze freno flottanti e possono svolgere anche la funzione di guida di scorrimento laterale anche per la pinza stessa, così come di fissaggio al mezzo.
  • Misto quando si utilizzano sistemi misti e singoli, come perno e guida esterna

Puoi vedere in questo filmato come sostituire le pastiglie freni anteriori di una Alfa 156:

Controllo d’usura

I pattini vanno sostituite regolarmente essendo materiale d’usura, e sono stati sviluppati sistemi in grado di rendere visibile quando arriva questo momento.

  • Alcune semplicemente hanno un intaglio nello strato d’attrito: quando i pattini sono così consumate da raggiungere il fondo dell’intaglio (che diviene quindi non più visibile) è giunto il momento di procedere alla sostituzione.
  • Altre (ma si tratta di un sistema ormai in disuso) hanno un sottile pezzo di metallo dolce (per non incidere i dischi) al proprio interno che genera uno stridio avvertibile.
  • Altre ancora hanno un’aletta sempre di metallo dolce o per meglio dire una resistenza elettrica al proprio interno che, quando viene a contatto del disco freno, chiude un circuito elettrico accendendo una spia di avvertimento sul cruscotto.

Esistono anche più sofisticati e costosi sensori elettronici allo scopo.
I pattini freno di un’automobile andrebbero generalmente sostituite ogni 30.000 km e comunque dipende dal tipo di materiale impiegato per creare la miscela frenante. Molti materiali di primo equipaggiamento ( montati cioè dalla casa costruttrice del veicolo ) possono tranquillamente raggiungere anche i 50-60,000 km percorsi. Comunque il consumo dipende dal tipo di guida adottata, il tipo di percorso che si fa ( circuito cittadino, provinciale, autostradale… ) e dalle condizioni meteorologiche in cui si vive.

Materiali

I pattini freno a seconda del periodo o dell’impiego possono essere costituite da:

  • Materiali gommosi, come nel caso della maggior parte dei freni per bicicletta
  • Impasto di vari materiali con prevalenza di amianto, ma al giorno d’oggi l’utilizzo di tale elemento è vietato per cui questo tipo di impasto è scomparso.
  • Materiale “carbon-ceramico”, con la scomparsa dell’amianto è il più utilizzato. Preferibilmente senza inserti metallici è composto in varia misura da: aramide, resina, ceramica, ossido di alluminio, grafite e carbone.
  • Materiale sinterizzato (generalmente contenente rame), utilizzato per aumentare sia la forza frenate che la durata; è un tipo di impasto utilizzato particolarmente nell’impiego sportivo.

Fonte: wikipedia

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Tamburo

Freno a tamburo

Tamburo

Il freno a tamburo è semplice ed economico ed è stato impiegato per molto tempo su auto, moto e automotrici ferroviarie, ma ha dovuto cedere il posto al freno a disco, abbandonando prima le moto e quindi le automobili. Esistono ancora mezzi che adoperano questo tipo di freno, ma generalmente appartengono alle fasce più basse, sia che si parli di moto che di auto: fra i motocicli il tamburo viene utilizzato negli scooter di bassa cilindrata per la ruota posteriore; per quanto riguarda le automobili, è frequentemente scelto come soluzione per le utilitarie (sempre al posteriore) per motivi di economicità e per via della massa ridotta del mezzo, che non obbliga all’impiego di impianti di grandi prestazioni.

I freni a tamburo si classificano in base al numero di ceppi, ovvero delle parti che vanno a contatto con il tamburo, e in base alla loro posizione rispetto al tamburo stesso.

Numero di ceppi del tamburo

Il numero di ceppi per tamburo varia da un minimo di uno ad un massimo di due e a seconda del numero varia la forza impressa al tamburo.

  • Ceppo semplice: questo è il tipo più semplice di freni. Consiste in un piccolo ceppo di forma rudimentale adattato alla parte circolare del tamburo. Collegata al ceppo vi è una leva che, azionata, preme il ceppo contro il tamburo con molta forza.
  • Ceppo doppio: ai due lati del tamburo vengono montati due ceppi rudimentali. La leva agisce simultaneamente su entrambi, questo è il tipo di ceppo che viene utilizzato nel caso si adotti un freno a tamburo, per la maggiore capacità frenante.

Disposizione dei ceppi sul tamburo

I ceppi oltre che per numero si dividono anche per posizione rispetto al tamburo, che ne differenzia per costi, prestazioni e resistenza agli agenti esterni.

  • Ceppo esterno: molto simile al freno a doppio ceppo, è montato sulla parte esterna del tamburo. I ceppi esterni sono più lunghi dei tipi precedenti e ricoprono completamente la superficie del tamburo. Una maggiore superficie frenante aumenta l’efficienza.
  • Ceppo interno: i ceppi sono montati sulla parte interna del tamburo e premono verso l’esterno contro la superficie interna. Questo freno ha il vantaggio di essere protetto dall’acqua e dal fango, e di poter essere applicato in entrambi i sensi di rotazione. Questo tipo di freno è quello che viene adoperato su motoveicoli e autoveicoli.

Puoi vedere in questo filmato come sostituire i freni a tamburo:

Fonte: wikipedia

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